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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Alife
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mwhgAlife (mwhwAlìfe in mwiadialetto locale) è un mwiqcomune italiano di mwig7 231 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjwprovincia di Caserta in mwkaCampania.

Antica sede vescovile documentata storicamente a partire dall'anno 499, ma sicuramente di fondazione precedente: dal mwkg1986, pur mantenendo la cattedra vescovile, è unita alla vicina diocesi di Caiazzo in un'unica comunità, con il nome di mwkwdiocesi di Alife-Caiazzo. Si fregia del mwlatitolo di città, e fa parte della mwlqcomunità montana del Matese. La cittadina è conosciuta a livello nazionale anche come "città della mwlgcipolla": la coltivazione di quest'ortaggio è qui storicamente attestata fin dai tempi della dominazione romana e la sua esportazione è stata per secoli la principale fonte di sostentamento dei suoi abitanti.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

La cittadina si trova nella parte sud-occidentale della regione storica del mwnaSannio. È posta alle pendici del versante meridionale del massiccio del mwnqMatese, in un'ampia pianura che ne prende il nome (piana alifana), solcata dal medio corso del fiume mwngVolturno e da altri torrenti. La vastità del suo territorio comunale (mwnw63,87 km²) la colloca al terzo posto della provincia (dopo mwoaSessa Aurunca e mwoqTeano): esso va dalle sponde del fiume, naturale confine verso sud, ai vasti pianori intensamente coltivati e, attraversando una stretta fascia collinare, raggiunge la parte montuosa la cui vetta più alta è Monte Acuto (m. 1265 mwogs.l.m..).

Idrografia

Alife è bagnata a sud dal fiume mwpqVolturno, mentre il centro storico è lambito a destra dal mwpgTorano affluente dello stesso Volturno. Il Torano si divide in due rami, denominati mwpwnuovo e mwqavecchio, e tale distinzione risale a prima del XIII secolo. Nella suddivisione in tre parti del percorso del Volturno, dalla sorgente alla foce (alto, medio, basso Volturno), il territorio alifano è pienamente inserito nel Medio Volturno. Altri torrenti, numerosi ruscelli e diverse sorgenti ne completano il quadro idrografico.

Sismicità

Alife rientra nella classificazione nazionale di sismicità media (zona 2). Al 369 risale il primo terremoto storicamente noto che interessò l'intero Sannio, al quale fece seguito il sisma dell'847. Eventi sismici conosciuti ed oggetto di studi geologici e storici, con origine lungo la faglia del monte Matese, hanno provocato seri danni alla città nel mwqwsettembre 1349, mwradicembre 1456 (crollo di abitazioni, grave danneggiamento della cattedrale e 60 vittime), mwrqgiugno 1688 (crollo della cattedrale e di vari edifici). Danni minori si sono registrati in seguito ai terremoti del mwrgluglio 1805 e mwrwnovembre 1980. Il 29 dicembre 2013, con gli altri comuni limitrofi, Alife è stata colpita da un sisma di magnitudo 4.9, poi ricalcolato a 5.0, con epicentro a distanza di mwsa10 km, riportando lievi danni; all'evento principale sono seguite oltre 200 repliche di bassa intensità.

Clima

Il clima è quello tipico dei comuni della pianura Campana: l'estate è caratterizzata da caldo afoso, mentre l'inverno è mediamente freddo con rare nevicate.cite-ref-4[4]

| CASERTA | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| CASERTA | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 12,6 | 13,4 | 16,1 | 19,9 | 24,1 | 28,7 | 31,5 | 31,4 | 28,0 | 22,7 | 18,0 | 14,6 | 13,5 | 20,0 | 30,5 | 22,9 | 21,8 |
| T. min. media ( °C ) | 6,6 | 6,9 | 9,0 | 11,5 | 14,8 | 18,9 | 21,2 | 21,2 | 18,8 | 14,9 | 11,3 | 8,5 | 7,3 | 11,8 | 20,4 | 15,0 | 13,6 |

Origini del nome

L'etimologia del nome Alife è ancora oggetto di studi. L'esatta pronuncia sabellica dovrebbe essere ALIPHA; su una moneta d'argento del IV a.C. la forma osca è grecizzata in ALIOHA. In greco è Ἀλλιφαί per mwuwStrabone e mwvaDiodoro Siculo, Ἄλλιφα per mwvqTolomeo. Per i romani è Allifae, con qualche variante, ed è nominata da mwvgSilio Italico, mwvwPlinio il Giovane, mwwaCicerone, mwwqOrazio ed altri numerosi. Nel medioevo la forma definitiva mwwgAlife compare su pergamene dell'XI secolo, il nome continuerà a circolare su documenti e cronache in varianti come mwwwAlifia e mwxaAlifi. Il termine greco Elaias (oliva) sembrerebbe essere l'origine più plausibile del termine latino (sostantivi di origine greca pluralizzati) Aliphae, con possibile riferimento all'antica varietà di olivo autoctona 'tonda allifa'.

Storia

Alife ha origine mwxwosca o mwyasannita, coniava moneta propria come un didramma d'argento del IV secolo a.C. Fu a lungo in lotta con mwyqRoma, dal mwyg343 al mwyw290 a.C., venendo poi distrutta durante le mwzaguerre sannitiche. Numerose le sepolture di età sannitica rinvenute in località Conca d'Oro.

Alife fu in seguito riedificata come mwzgmwzwoppidum, con il caratteristico impianto romano, con decumano massimo e cardine massimo. Incorporata come mwaapraefectura sine suffragio nella mwaqrepubblica romana, e poi mwagmwawmunicipium Romanorum, con governo proprio di mwbadecurioni, mwbqdecemviri, questori, censori, edili e pontefici. Fu iscritta alla tribù Teretina. Le lapidi superstiti raccontano figure e ruoli dell'Alife romana, compresi consoli romani. Del Calendario alifano si conservano frammenti dei giorni 11-19 agosto e 22-29 agosto; interessa la menzione del Circo alifano, del quale, a differenza dell'anfiteatro e del teatro, si è persa ogni traccia.

La città romana, circondata da mura tuttora esistenti, rimase abitata per tutto il mwbwmedioevo, nonostante assedi e saccheggi. Il vescovado alifano è antichissimo, il primo vescovo noto è Clarus in carica nel mwcq499 e dopo un'interruzione riprende con Paolo subito dopo il mwcg969. Una grande fioritura monastica interessò il territorio alifano dal mwcw719 al mwda774 con la fondazione dei monasteri di S. Maria e S. Pietro a Massano, S. Maria in Cingla, S. Giovanni, S. Salvatore, ed altri minori come S. Nazario e S. Martino al Volturno.

Nel lungo periodo mwdglongobardo fu mwdwgastaldato. Nel corso del mweaIX secolo conobbe eventi molto duri: coinvolta nelle lotte fra i signori longobardi, subì danni dal terremoto dell'mweq847, venne saccheggiata dai saraceni, e nell'anno mweg860 riconquistata dopo battaglia dall'imperatore mwewLudovico II. Nel mwfaX secolo la città visse una nuova ripresa, prima divenne contea e il primo conte storicamente noto è Bernardo, seguito da Aldemario, poi riottenne un proprio vescovo. Dopo Paolo, sono nominati nelle lapidi coeve della cattedrale alifana i vescovi Vito, Gosfrido e Arechi.

Nella seconda metà dell'mwfgXI secolo il territorio alifano fu conquistato dalla mwfwcasa normanna dei mwgaDrengot Quarrel, e la cittadina ebbe momenti di gloria e di splendore. Il primo conte della stirpe è Rainulfo, cui succedette il figlio mwgqRoberto di Alife e il figlio di costui, il secondo mwggRainulfo, conte di Alife e mwgwCaiazzo. Rainulfo II chiese ed ottenne, nel mwha1131 o mwhq1132, dall'mwhgantipapa Anacleto II le reliquie di mwhwsan Sisto I, papa e martire, divenuto poi protettore della città e della diocesi. A lui fu dedicata la mwiacattedrale, intitolata a Santa Maria Assunta. Nel mwiq1132 Rainulfo entrò in guerra contro mwigRuggero II di Sicilia e nel luglio numerosi cavalieri e fanti alifani furono impegnati nella vittoriosa ma sanguinosa mwiwbattaglia di Nocera. Nel mwja1135 Alife fu occupata dal truppe regie ma ripresa nel mwjq1137 da Rainulfo, ora elevato da papa e imperatore a mwjgduca di Puglia e Calabria. Dopo la strage del mwjw1138 voluta da mwkaRuggero II di Sicilia prese il potere Malgerio Postella. In questi anni la città fu sottoposta alle continue lotte fra il regno ed i ribelli. La casa normanna di Alife riconquistò temporaneamente la contea con mwkqAndrea di Ravecanina negli anni a partire dal mwkg1154 e saldamente solo dal mwkw1193 con Giovanni di Ravecanina, l'ultimo dei Drengot.

Anche nell'età sveva infuriarono le lotte per il possesso dell'antica città: nel mwlq1205 il castello respinse un assedio, ma la città fu data alle fiamme. In questi anni fu governata dal conte Siffrido, di origine germanica, fino all'ingresso dell'Imperatore mwlgFederico II di Svevia che ne prese il controllo diretto nel mwlw1221. Nel mwma1229 la città aprì le porte all'esercito pontificio ma tornò rapidamente in potere di Federico II, che fece riparare il castello normanno. Il 2 novembre mwmq1254 mwmgpapa Innocenzo IV annetteva Alife alla Chiesa, ma presto la città fu riannessa al mwmwRegno di Sicilia. Vi transitò mwnaCarlo I d'Angiò prima di sconfiggere mwnqManfredi a mwngBenevento nel mwnw1266. Nel mwoa1269 è conte mwoqFilippo, primogenito di mwogBaldovino imperatore di Costantinopoli. Un eretico alifano, mwowPietro, è reso celebre da un affresco di mwpaGiotto. Sono numerose le chiese e i monasteri in attività fra il XII e il XIII secolo, ancora nel mwpq1226 la chiesa di San Pietro al Mercato ospitava una confraternita, e quell'anno erano in funzione due ospedali.

Nel Trecento città e contea passano di mano tra le dinastie D'Avella, Janvilla e mwpwMarzano. Per oltre un decennio tra il mwqa1324 e il mwqq1335 appartiene all'Ordine degli mwqgOspitalieri di Gerusalemme. Nel mwqw1320 Alife, che comprende una comunità ebraica, è tassata per 78 once, 2 tarì e 12 grani, mentre il casale di S. Simeone è tassato per 2 once ed 8 tarì, con una popolazione totale stimata fra i 5000 ed i mwra6 000 abitanti. La città subisce qualche danno con il mwrqterremoto dell'Appennino centro-meridionale del 1349. L'alifano mwrgNiccolò Alunno († 1367) diviene prima maestro razionale e poi gran cancelliere del mwrwRegno di Napoli; scrive gli mwsaArcani Historici e suo figlio mwsqFrancesco Renzio viene fatto cardinale da mwsgpapa Urbano VI. Fra i vari vescovi che si susseguono nella diocesi, chiude il secolo l'alifano Giovanni de Alferis, della stessa famiglia di mwswAlferio, vescovo di Alife, poi di mwtaViterbo.

Nel Quattrocento si alternano le dinastie Stendardo, Origlia, di nuovo mwtgMarzano, Gaetani e Diaz Garlon. Il violento mwtwterremoto del 5 dicembre 1456 devasta tutto il Sannio; in Alife si contano 60 morti e numerosi crolli. Il vescovo Antonio Moretta ripara la cattedrale, e la città conserva il suo ruolo di centro principale del territorio. Ha propri mwuaStatuti Municipali nel mwuq1464, che vengono aggiornati nel mwug1503 e solennemente nel mwuw1506 dal mwvaPalazzo Grande della città rinascimentale. In contrada San Simeone si insedia una colonia di Albanesi e di Ebrei. Nel mwvq1536 è attiva la tipografia del mwvgprimicerio mwvwLuigi Cilio che dedica alla contessa Cornelia Piccolomini il mwwaTempio de Amore di Iacopo Campanile; per il torchio di Cilio Alifano, trasferitosi a Napoli, il professore alifano Cesare Benenato pubblica il mwwqDe puerorum institutione. Dal mwwg1557 è vescovo il giurista e storico mwwwAntonio Agustín che trascrive le epigrafi latine della città e ne studia (senza pubblicare) antichi documenti. Nella seconda metà del mwxaXVI secolo la città governata dagli spagnoli mwxqDiaz Garlon, passa da un alto momento culturale ad un rapido declino. Nel mwxg1561 è saccheggiata congiuntamente da milizie pontificie e del regno di Napoli. Il vescovo Giacomo Gilbert de Nogueras trasferisce la residenza del vescovo nel vicino centro di mwxwPiedimonte d'Alife, dove i suoi successori sono rimasti fino ad oggi senza, tuttavia, intaccare l'antico titolo vescovile, mantenuto sempre da Alife da sedici secoli.

Nel Seicento è feudo della famiglia mwyqCaetani. Si conservano i giuramenti dei governatori, di regola esterni, in carica dal mwyg1585 al mwyw1689. Ancora un terremoto, questa volta nel mwza1688, abbatte diverse case e danneggia la cattedrale. Nel mwzq1716 sono ritrovate in Cattedrale le reliquie di San Sisto. Nel mwzg1746 viene compilato il mwzwcatasto onciario, nel mw0a1810 con la fine della feudalità, è assegnato al comune l'attuale patrimonio boschivo. La cittadina ha un nuovo incremento demografico all'inizio dell'Ottocento. Con l'unificazione d'Italia nel mw0q1861 è segnalata qualche incursione di mw0gmw0wbriganti, reduci dell'esercito napoletano nelle zone collinari e boschive.

Nel mw1q1914 è inaugurata la mw1gFerrovia Alifana che la collega a mw1wNapoli. Il 2 gennaio mw2a1927, eliminata la mw2qprovincia di Caserta (poi ricostituita nel mw2g1945), Alife passa alla mw2wprovincia di Benevento. Dopo il mw3aVentennio, fu coinvolta nei combattimenti della mw3qseconda guerra mondiale: nell'ottobre mw3g1943 la torre più alta del castello fu minata dai tedeschi in ritirata e la città intera subì un duro bombardamento aereo americano il 13 ottobre 1943 alle 12:02 che mieté numerose vittime civili; anche questa volta i danni di guerra furono rapidamente riparati e la città rapidamente ricostruita. Interessante notare che la fotografia di Alife ripresa dal primo aereo immediatamente prima del bombardamento e la fotografia del paese raso al suolo immediatamente dopo il bombardamento, fu pubblicata in una rivista americana come dimostrazione che i bombardamenti americani erano precisi su "obiettivi militari" e "non coinvolgeva i civili"… La didascalia, infatti, descriveva Alife, città completamente squadrata, come "una roccaforte militare" e si faceva notare che tutte le bombe erano cadute all'interno del recinto (le mura)…

Nel mw4a1945 ritornò dalla provincia di Benevento a quella di Casertacite-ref-5[5].

Simboli

Lo stemma comunale storico è rappresentato da un elefante portante sul dorso una torre merlata dorata con tre bastioni recante l'iscrizione mw7wCivitas Alipharum. Se gli elefanti si trovano scolpiti, per la prima volta, in un archivolto della cattedrale originaria (XII secolo), lo stemma nella forma attuale si trova già disegnato in una bolla di mw8apapa Paolo III del 19 maggio mw8q1543 (mw8gArchivio della Cattedrale di Alife) ed è documentato continuamente dal XVIII secolo. La blasonatura è la seguente:

«Di rosso, all'

elefante

al naturale, gualdrappato di azzurro, cinghiato e frangiato di argento, sostenente una

torre

merlata di tre pezzi, d'oro, aperta del campo.»

Lo stemma è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 10 giugno 1929.cite-ref-acsfasccom-6-0[6] Gli ornamenti esteriori da città (dal 2 ottobre 1995) sono rappresentati da una corona dorata con cinque torri portanti merli ghibellini, contornati dai simboli della Repubblica. L'art. 4 dello Statuto comunale del 28.11.2000 protegge e disciplina l'uso dello stemma civico.

Il gonfalone, concesso con regio decreto del 19 ottobre 1933cite-ref-acsfasccom-6-1[6], è costituito da un drappo di azzurro.

Onorificenze

Titolo di Città

«Decreto del Presidente della Repubblica»


2 ottobre 1995

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Dentro le mura:

• mwaq0Cattedrale di Maria SS. Assunta e S. Sisto, realizzata nel XII secolo.
• S. Lucia, di certo preesistente alla cattedralecite-ref-7[7], oggi ne rappresenta parte integrante come cappella laterale, anche se architettonicamente indipendente. Dedicata alla mwarmmartire siracusana, probabile prima patrona della città fino al 1132, è stata restaurata nel 2004 e riportata all'antica spazialità architettonica. Al suo interno ospita una tela barocca e un confessionale ligneo del secolo XVIII.
• Maria SS. Immacolata della Congrega, come la precedente, anch'essa è oggi parte integrante della cattedrale. Nelle forme attuali è stata eretta nel mwaru1864, a spese dell'omonima Confraternita (detta appunta "la Congrega"), quivi eretta nel mwary1817, com'è attestato anche da una lapide marmoreacite-ref-8[8]. Conserva un dipinto ottocentesco della titolare, un gruppo scultoreo della Vergine Addolorata e del Cristo Morto (che vengono portati solennemente in processione ogni anno, la sera del Venerdì Santo) e un presepe in stile settecentesco napoletano.
• S. Caterina d'Alessandria, la seconda chiesa urbana è dedicata alla mwarwmartire egiziana. Era già in funzione nel Trecento, e all'inizio del Quattrocento ad essa era annesso un ospedale detto "mwasedelle fratarìe"; nel corso dei secoli ha avuto diverse ricostruzioni, fino all'ultima, radicale nel 1946, essendo stata quasi completamente distrutta dal tragico bombardamento della città del 1943. Si trova nell'omonima piazza e, assieme alla cattedrale e a S. Sisto, è l'unica chiesa in piedi dal Medioevo e sopravvissuta al mwasiterremoto del 1688 che rase al suolo le numerose altre chiese cittadine. Nelle vicinanze di S. Caterina ancora nell'Ottocento era in funzione la trecentesca chiesa di mwasmS. Maria Maddalena, trasformata in abitazione civile.
• S. Francesco (o istituto delle mwasusuore degli Angeli), all'interno della struttura adibita a residenza dell'ordine, vi è una cappella dedicata alla mwasyVergine del Rosario di Pompei. L'istituto, fondato nel mwasc1910, consta oggi di due edifici contemporanei (l'uno residenziale, l'altro scolastico): esso è intitolato al Poverello di Assisi anche a ricordo del "quarto" di San Francesco, uno dei quattro rioni di Alife in cui è ubicato, poco distante dall'antico convento francescano del XIII secolo ed esistente, nelle vicinanze, ancora nel Seicento.

Fuori dalle mura:

• Maria SS. della Grazia, santuario costruito su un antico mausoleo romano e trasformato in chiesa già in età normanna. All'interno si conservano un altare marmoreo settecentesco sormontato da una tela coeva che rappresenta "l'Immacolata e la Trinità", la statua della Titolare in legno dorato del sec. XVII (molto sentita dal popolo la devozione verso la mwas8Marònn'a Gràzia, in onore della quale si svolge annualmente una festa la terza domenica di settembre), tracce di affreschi tardomedievali nella cripta, un presepe napoletano in stile settecentesco che riproduce alcuni scorci alifani, una statua in legno del sec. XIX raffigurante l'Addolorata e altre opere. All'esterno del santuario vi è un piazzale sopraelevato, uno dei primi dedicati a papa mwataGiovanni Paolo II; poco dopo la sua morte, nell'estate del mwate2005, una statua fu posta in questo luogo, anche in ricordo di un pellegrinaggio che i fedeli del santuario fecero nell'aprile mwati1996 a Roma, in udienza da papa Giovanni Paolo II, che benedisse il grande quadro ad olio (copia di quello che si conservava in questa chiesa fin dal sec. XIII e che oggi si trova nel vicino e omonimo santuario di mwatmBaia e Latina) che si può ammirare nella cripta della chiesa alifana. Accanto al monumento a papa Wojtyla, si erge una stella in pietra su cui è disposta una grande formella bronzea circolare che raffigura la titolare del santuario.
• S. Sisto Extra Moenia, a breve distanza dalla cinta muraria e da Porta Roma, è il luogo che ricorda la traslazione delle reliquie di S. Sisto I papa (1131/1132). All'interno del piccolo tempio sono conservati un affresco di G. Mugnaj del XIX secolo e una copia in gesso del busto del santo patrono. Ogni anno, la sera del 10 agosto, giunge la processione di San Sisto per restarvi tutta la notte, vegliato dai fedeli e per ripartire, al mattino successivo alla volta della cattedrale, rievocando il solenne ingresso delle reliquie nel 1132.
• S. Michele Arcangelo, nell'omonima frazione, sulle colline, è la seconda parrocchia dell'unità pastorale di Alife. Costruita negli anni '70 del '900 su terreno donato dalla famiglia Scorciarini Coppola, contiene tre gruppi scultorei del mwato1985, opere dell'artista Vittorio Tirrito.
• S. Michele Vecchio, costruita nel mwatw1784, la piccola chiesa fu elevata parrocchia nel mwat01939. L'interno, in stile neoclassico, è a campata unica e ospita, sull'antico altare marmoreo, la statua di San Michele del mwat41954 che da qui, in processione (la prima domenica di ottobre), raggiunge la chiesa nuova, per farvi ritorno alla fine dei festeggiamenti. La sede parrocchiale è stata trasferita nella chiesa nuova nel mwat81985.
• S. Giovan Giuseppe della Croce, si trova nella frazione mwaueTotari ed è la terza sede parrocchiale dell'unità pastorale di Alife. La chiesa, costruita negli anni '80 del '900, è dedicata a mwauiGiovan Giuseppe della Croce, il santo frate che operò in diocesi nel XVII secolo e che qui viene celebrato il 5 marzo. È la prima chiesa del mondo dedicata al santo ischitano. In essa, la terza domenica di luglio, si svolge anche la festa della mwauuMadonna del Carmine, patrona del borgo.
• Maria SS. Immacolata e S. Sisto, edificato intorno al mwauc1850, è l'oratorio del cimitero cittadino, composto da tre grandi cappelle a colombario dedicate all'Immacolata, al patrono e, quella centrale, agli angeli custodi.

Chiese chiuse al culto:

• S. Giovanni Gerosolimitano, già mausoleo romano, in età longobarda divenne chiesa e dal XII secolo fu annessa dall'mwau8Ordine Gerosolimitano. Per lungo tempo una delle chiese principali della città, possedeva anche un mulino. Nel XIX secolo era di proprietà comunale, e ancora negli anni '30 del XX secolo, destinata ad onorare i caduti alifani di tutte le guerre, vi si diceva messa. Restituita allo stato di edificio classico, è spesso sede di mostre archeologiche.
• S. Maria la Nova, antica chiesa, le cui prime testimonianze risalgono al Trecento, fu l'edificio religioso che risultò meno danneggiato dal terremoto del 1688. A fine ottocento era di patronato comunale, ma venne trasformata in abitazione civile. Esiste la cripta con affreschi trecenteschi raffiguranti la vergine Maria.
• S. Maria Ausiliatrice, già chiesa dell'istituto religioso delle R.O.S.E. (fondato dal sacerdote alifano Mons. Pasquale Panella), è stata edificata nel mwavi1952 per servire lo stesso; è stata chiusa al culto nel mwavm1980. La festa della mwavqMadonna di Lourdes che qui si svolgeva fino agli anni '60, è stata trasferita nella chiesa di S. Caterina.

Siti archeologici

Resti di età romana:

• Centro storico, completamente circondato dal rettangolo delle Mura Romane di epoca sillana (I sec. a.C.), conserva la tipica conformazione urbana del mwav0mwav4castrum, strutturata su cardini e mwav8decumani. Il decumano maggiore (Via Roma - Via Napoli) e il cardine maggiore (via A. Vessella - Via G. Trutta) si intersecano in un punto centrale (Piazza O. Michi) detto "il Termine" e uniscono le quattro porte urbiche d'accesso alla città: Porta Beneventana (detta popolarmente mwawaPorta Napoli), Porta Venafrana (o mwawePorta Roma), Porta San Bartolomeo (o mwawiPorta Fiume) e Porta degli Angeli (o mwawmPorta Piedimonte). Le due strade maggiori del centro storico, inoltre, lo suddividono in quattro rioni detti "Quarti": il mwawqQuarto di San Francesco, il mwawuQuarto del Vescovado, il mwawyQuarto di San Pietro e il mwawcQuarto del Castello. Le Mura sono rinforzate, lungo tutto il perimetro (che misura 540 × mwawg410 m), da torrette, equidistanti tra loro, di forma semicircolare e rettangolare, alternate.
• mwawoCriptoportico, imponente costruzione ipogea.
• Mausoleo degli Acilii-Glabrioni, monumento funerario attribuita a questa nobile mwawwgens alifana, conosciuto anche come mwaw0Torre di San Giovanni poiché è stato possesso dell'Ordine Gerosolimitano.
• mwaw8Anfiteatro, appena fuori dal circuito delle Mura, recentemente riportato alla luce.
• Sepolcri, sono disseminati in tutto l'mwaxeager allifanus, lungo il percorso dell'antica mwaxiVia Latina che attraversava la città e il suo territorio. Quelli meglio conservati sono quello detto "il Torrione", quello di "Via Campisi" e quello su cui è stato edificato il Santuario della Madonna della Grazia.
• Parco delle Pietre, in Piazza S. D'Acquisto, conserva alcune epigrafi, pietre lavorate, sarcofaghi e resti di tombe del periodo romano. Nel giardino pubblico di Piazza della Liberazione si conserva anche un mwaxqimpluvium, proveniente da una mwaxudomus romana. Lapidi, resti di mosaici, colonne, epigrafi e altro sono sparse in tutto il territorio. Nel giardino di un'abitazione privata in Piazza Vescovado sono visibili i resti del mwaxyTeatro.
• Area del mwaxgForo, è visibile sotto l'edificio che ospita l'Ufficio Postale in Via Anfiteatro.

Resti di età medievale:

• Castello delle Torri, edificio costruito, su preesistenti fortificazioni romane, in epoca mwaxwlongobarda, quando il territorio divenne feudo dei mwax0conti di Alife e che raggiunse il periodo di massimo splendore durante l'mwax4epoca normanna. Ospitò anche l'imperatore mwax8Federico II e Carlo d'Angiò.
• Cripta normanna, è un ambiente sacro ipogeo edificato, insieme alla Cattedrale, dal mwayeconte Rainulfo per ospitare le reliquie del patrono San Sisto.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-9[9]

Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTATcite-ref-10[10] al 1º Gennaio 2021 la popolazione straniera residente era di 195 persone e rappresentava il 2.7% della popolazione residente nel territorio del comune. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

• mwazeIndia 59
• mwazmMarocco 32
• mwazuRomania 28
• mwazcUcraina 11
• mwazkCina 8

Tradizioni e folclore

È diffusa la tradizione di mwaaasega la vecchia, una festa per dare il benvenuto alla primavera verso metà quaresima. La tradizione consiste nel festeggiare con amici in campagna fino a tarda sera.

Cultura

Istruzione

Scuole

Sono presenti le scuole dell'obbligo scolastico a carattere pubblico, e anche privato per la materna e la primaria. L'Istituto professionale per l'Industria e l'Artigianato mwaauManfredi Bosco, è l'unico istituto d'istruzione superiore.

Biblioteche

La biblioteca comunale ha un patrimonio di 6500 volumi. Biblioteche scolastiche sono disponibili presso la scuola secondaria di primo grado mwaagNiccolò Alunno, e presso l'IPIA.

Musei

Il mwaasMuseo Archeologico dell'antica Allifae ospita numerosi reperti, come armi e strumenti litici, vasellame, oggetti metallici, distinti per periodo e luogo (monte Cila, Roccavecchia di mwaawPratella, materiali provenienti da mwaa0necropoli), illustrati con pannelli esplicativi. E’ esposto anche parte di un mwaa4affresco in IV° stile proveniente da una mwaa8mwabadomus romana che si trovava lungo il mwabemwabidecumanus maximus della città antica, esplorata agli inizi degli mwabmanni 1990. In una sala sottostante, inoltre, sono presenti frammenti di pavimenti a mosaico con decorazioni geometriche bianco-nere databili tra il mwabqI secolo a.C. ed il mwabuI secolo d.C., anch'essi derivanti da case della città antica.cite-ref-0-11-0[11]

Il Museo ha ospitato numerosi eventi (visite guidate, incontri, attività didattiche, mostre).cite-ref-0-11-1[11]

Geografia antropica

Frazioni

• San Michele
• Sant'Angelo
• mwacuTotari

Altre località del territorio

Boscarello, Campisi, Cerquelle, Cidonio, Conca d'Oro, Croce dei Pioppi, Defenza, Fontanelle, Forma, Fosse, Gervaso, Madonna della Grazia, Marmaruolo, Masseria Bianca, Montecalvo, Olivétole, Pacifico, Pera, Perazzete, Ponte Meola, Porchiera, Posta Vecchia, Saetta, San Luglio, Santa Lucia, San Michele, San Simeone, San Vittore, Sàure, Scafa, Sferracavallo, Torrione, Tre Portelle, Valle Netta, Valle Spagnola, Vadolargo, Varanelle, Vergini, Vernelle.

Infrastrutture e trasporti

Strade
Ferrovie

La mwadestazione di Alife è una stazione di transito sulla linea Piedimonte Matese - mwadiSanta Maria Capua Vetere - mwadmNapoli il cui nome storico è mwadqFerrovia Alifana, che la collega anche con Caiazzo, Santa Maria Capua Vetere, Caserta e altri comuni.

Mobilità urbana

In assenza di servizio di trasporto pubblico urbano, si possono utilizzare le fermate comunali delle linee provinciali della CLP che la collegano ai comuni vicini e al capoluogo di provincia, con collegamenti che si spingono fino a mwadcVenafro in mwadgMolise. Le autolinee private Eredi Roberto Ferrazza e Ferrazza Group, sono utili per collegamenti in ambito regionale.

Amministrazione

Di seguito l'elenco dei sindaci da quando è presente l'elezione diretta del sindaco da parte dei cittadini (cioè 1993):

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 6 giugno 1993 | 23 aprile 1995 | Geremia Fappiano | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 12 ] |
| 23 aprile 1995 | 13 giugno 1999 | Giovanni Guadagno | Lista civica di centro | Sindaco | [ 13 ] |
| 13 giugno 1999 | 12 giugno 2004 | Roberto Vitelli | Lista civica | Sindaco | [ 14 ] |
| 12 giugno 2004 | 7 giugno 2009 | Roberto Vitelli | Lista civica | Sindaco | [ 15 ] |
| 7 giugno 2009 | 9 marzo 2010 | Fernando Iannelli | Per Alife | Sindaco | [ 16 ] |
| 10 marzo 2010 | 14 maggio 2011 | Maddalena Di Muccio | Per Alife | Sindaco facente funzioni | |
| 15 maggio 2011 | 30 marzo 2016 | Giuseppe Avecone | Per Alife | Sindaco | [ 17 ] |
| 5 giugno 2016 | 7 settembre 2017 | Salvatore Cirioli | Uniti per Alife | Sindaco | [ 18 ] |
| 10 giugno 2018 | 14 maggio 2023 | Maria Luisa Di Tommaso | Rinascita alifana | Sindaco | |
| 15 maggio 2023 | in carica | Fernando De Felice | Svolta per il futuro | Sindaco | [ 19 ] |

Gemellaggi

Alatri, dal 1984

Con questa cittadina del frusinate Alife divide, dal mwage1131, la comune devozione per il patrono, il martire e mwagipapa Sisto I, il cui corpo è sepolto per una circa una metà nella cripta normanna della mwagmtempio alifano e per la restante parte nella mwagqbasilica concattedrale alatrina di San Paolo. Le due cittadine, in onore di questo mwagugemellaggio spirituale, ogni anno si scambiano le visite in occasione della festa patronale che ad Alife trova il suo culmine nei giorni 10 e 11 agosto, mentre ad Alatri si svolge il mercoledì in Albis. Un'opera in mwagyceramica cerretese che rappresenta il comune patrono San Sisto è stata posta, nel mwagc1984, sulla facciata della chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, a ricordo della prima visita degli abitanti di Alatri e a suggello della fine, dopo nove secoli, di ogni attrito campanilistico.

Głowno, dal 1990
Aversa, dal 2010

Sport

• ASD Alliphae 2007, squadra di calcio della città nata nel mwaha2007 che, nella stagione 2018-2019, milita nel campionato molisano di mwaheEccellenza Girone A; i colori sociali sono il giallo e il blu. Le partite casalinghe si disputano allo stadio "Marco Spinelli".
• Inoltre nel 2021 nasce la società calcistica A S.D Virtus Alife, che nella stagione 2021-22 milita nel campionato mwahmFederazione Italiana Giuoco Calcio Della provincia di Caserta
• Nel 2023 nasce A.S.D. Alife tramite l'unione di A.S.D. Virtus Alife e A.S.D. Castello del Matese, milita in mwahuEccellenza Molise e disputano le partite casalinghe allo stadio “Marco Spinelli”.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwah4mwah8mwaiaBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaiedemo.istat.it, mwaiiISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaiymwaicmwaigClassificazione sismica (mwaikmwaioXLS), su mwaisrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwai8mwajamwajeTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwajimwajmPDF), in mwajqciterefmwajuLeggemwajy mwajc26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwajgAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwajk 151. mwajoURL consultato il 25 aprile 2012 mwajs(archiviato dall'mwajwurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mwakamwakemwakiTabella climatica (mwakmmwakqTXT), su mwakuclisun.casaccia.enea.it mwaky(archiviato dall'mwakcurl originale il 5 marzo 2016).
cite-note-55. mwaksmwakwDecreto legislativo luogotenenzialemwak0 mwak411 giugno 1945, n. 373, articolo 1, in materia di "mwak8Ricostruzione della provincia di Caserta"
cite-note-acsfasccom-66. mwalcmwalgmwalkAlife, su mwaloACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali.
cite-note-77. Gaetano Cuomo - "L'ecclesiuncula di S. Lucia: un'ipotesi sulla sua fondazione ad opera dei Longobardi", da mwal4Clarus, mensile diocesano (aprile-maggio 2005).
cite-note-88. Gianni Parisi - "Alife e le sue Chiese" (2006)
cite-note-99. Dati tratti da: mwamumwamymwamcmwamgmwamkPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwamomwamsPDF), su mwamwebiblio.istat.it, mwam0ISTAT. mwam4mwam8mwanamwanePopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaniesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1010. mwancmwangmwankStatistiche demografiche ISTAT, su mwanotuttitalia.it.
cite-note-0-1111. mwaoaSystem, mwaoemwaoiMuseo archeologico dell'antica Allifae, su mwaombeniculturali.it. mwaoqURL consultato l'11 marzo 2020 mwaou(archiviato dall'mwaoyurl originale il 13 luglio 2018).
cite-note-123. mwaoomwaosmwaowArchivio storico del Ministero dell'Interno per le elezioni del 1993.
cite-note-134. mwapamwapemwapiArchivio storico del Ministero dell'Interno per le elezioni del 1995.
cite-note-145. mwapymwapcmwapgArchivio storico del Ministero dell'Interno per le elezioni del 1999.
cite-note-156. mwapwmwap0mwap4Archivio storico del Ministero dell'Interno per le elezioni del 2004.
cite-note-167. mwaqimwaqmmwaqqArchivio storico del Ministero dell'Interno per le elezioni del 2009.
cite-note-178. mwaqgmwaqkmwaqoArchivio storico del Ministero dell'Interno per le elezioni del 2011.
cite-note-189. mwaq4mwaq8mwaraArchivio storico del Ministero dell'Interno per le elezioni del 2016.
cite-note-1910. mwarqmwaruelezioni.interno.gov.it, mwaryhttps://elezioni.interno.gov.it/comunali/scrutini/20230514/scrutiniGI150200020mwarc Titolo mancante per url mwargurl (aiuto).

Bibliografia

• Francesco S. Finelli, mwar4Città di Alife e Diocesi, Scafati, 1928.
• Angelo Gambella, mwasaMedioevo Alifano, Drengo, Roma, 2007.
• Gianfrancesco Trutta, mwasiDissertazioni istoriche delle antichità alifane, Napoli, 1776.

Voci correlate

• mwaswDiploma di Alife (5 ottobre 1273)

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.alife.ce.it.
• citerefsapere-itAlife, su sapere.it, De Agostini.